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Classificazione degli impianti FV


Gli impianti fotovoltaici sono generalmente suddivisi in due grandi famiglie: impianti stand-alone (o ad isola), e impianti grid-connected (connessi alla rete).

Gli impianti stand-alone sono utilizzati per elettrificare utenze isolate, distanti dalla rete elettrica, difficili da alimentare perché situate in zone poco accessibili o caratterizzate da bassi consumi di energia che non rendono conveniente l’allaccio alla rete pubblica. In questi impianti è necessario immagazzinare l’energia prodotta dai moduli fotovoltaici utilizzando batterie per garantire continuità di energia anche di notte o quando non c’è il sole. I piccoli impianti di sola illuminazione possono essere realizzati completamente in corrente continua a 12V o per consumi più grandi a 24V o 48V. Per avere energia elettrica in forma alternata (AC), ossia uguale a quella del proprio gestore occorre installare nell’impianto un inverter che trasformi l’energia delle batterie a bassa tensione continua, in corrente alternata a tensione 220V. Cuore del sistema fotovoltaico isolato è il regolatore di carica che ha il compito di preservare l’efficienza delle batterie e prolungarne la vita attesa attraverso varie funzionalità:


• ricarica a corrente e tensione controllata delle batterie;
• ricerca del punto di massima potenza del campo fotovoltaico (MPPT);
• stacco del campo fotovoltaico dalla batteria in caso di voltaggio inferiore a quello utile a quest’ultima, come ad esempio dopo il tramonto;
• stacco del campo fotovoltaico dalla batteria in caso di ricarica totale di quest’ultima;
• stacco dei carichi elettrici dalla batteria in caso di scarica profonda di quest’ultima.


Gli impianti grid-connected sono impianti collegati in parallelo alla rete elettrica pubblica, progettati per immettere nella stessa l’energia elettrica prodotta, diventando delle piccole “centrali elettriche” in grado di azzerare o ridurre il fabbisogno energetico di qualsiasi edificio ad uso pubblico, industriale, abitazioni private, ecc. L’impianto connesso in parallelo alla rete si compone di una determinata superficie di moduli fotovoltaici collegati tra loro in modo opportuno, i quali alimentano, con appropriati dispositivi, l’apparecchiatura elettronica di conversione (inverter) che adatta l’energia prodotta agli standard di rete monofase o trifase e la immette nella stessa.

In Italia la valorizzazione economica dell'impianto è data oltre che dagli incentivi statali, che prevedono un guadagno da tutta l'energia prodotta, anche dalla remunerazione dell'energia riversata in rete mediante la disciplina dello scambio sul posto. Un ulteriore vantaggio economico deriva dall'autoconsumo dell'energia prodotta, in quanto consente di non acquistare dalla rete l'energia elettrica nella misura corrispondente all'energia auto consumata.

 

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